CANONE UNICO PATRIMONIALE E MERCATALE

Il canone unico patrimoniale istituito nella seduta consiliare del 22 marzo 2021, a norma dell’art. 1 commi da 816 a 847 della legge 160/2019, sostituisce dal 1° gennaio 2021:

  • (TOSAP) – tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche;
  • (ICP) – imposta comunale sulla pubblicità; 
  • (DPA) - il diritto sulle pubbliche affissioni
  • ed infine il canone di cui all’art. 27, commi 7e 8, del D. Lgs. 30 aprile 1992, n. 285 (codice della strada).

 

La nuova disposizione di legge riunisce in una sola forma di prelievo:

  • le entrate relative all’occupazione di aree pubbliche
  • e la diffusione di messaggi pubblicitari.

Inoltre, è stato istitutuito il canone patrimoniale di concessione per l’occupazione nei mercati.

Il presupposto del canone è:

a) l'occupazione, anche abusiva, delle aree appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile degli enti e degli spazi soprastanti o sottostanti il suolo pubblico;

b) la diffusione di messaggi pubblicitari, anche abusiva, mediante impianti installati su aree appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile degli enti, su beni privati laddove siano visibili da luogo pubblico o aperto al pubblico del territorio comunale, ovvero all'esterno di veicoli adibiti a uso pubblico o a uso privato.

Il canone è dovuto dal titolare dell'autorizzazione o della concessione ovvero, in mancanza, dal soggetto che effettua l'occupazione o la diffusione dei messaggi pubblicitari in maniera abusiva; per la diffusione di messaggi pubblicitari, è obbligato in solido il soggetto pubblicizzato.

 NOVITA' 2021

introdotte dalla conversione in legge del decreto Sostegni:

- art. 30: estese fino a tutto il 2021 le esenzioni in materia di occupazione di aree e spazi pubblici disposte a seguito del protrarsi dello stato di emergenza epidemiologica e per favorire la ripresa delle attività turistiche (art. 9-ter, commi 2 e 3, DL 137/2020); si tratta, nel dettaglio, del canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria (art. 1, comma 816 e seguenti, legge n. 160/2019), dovuto dalle imprese di pubblico esercizio come le attività di ristorazione o di somministrazione di pasti e bevande per le occupazioni con tavolini, e del canone di concessione per l’occupazione delle aree e degli spazi appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile destinati a mercati realizzati anche in strutture attrezzate (art. 1, comma 837 e seguenti, legge n. 160/2019), dovuto, ad esempio, dai venditori ambulanti per l’attività mercatale (commi 1-2).