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Comune di San Nicol˛ d' Arcidano

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venerdì 8 febbraio 2019

San Nicol˛ d'Arcidano. Luogo, lavoro, memoria, indentitÓ. Biografie della societÓ della terra.

copertina2
 

L'Amministrazione Comunale, che con soddisfazione e orgoglio rappresentiamo, si è particolarmente contraddistinta in questi anni per aver creduto e portato avanti diverse azioni di salvaguardia e valorizzazione della nostra cultura, delle nostre tradizioni e della nostra storia. Lo ha fatto con una serie di programmi e interventi che hanno fortemente caratterizzato e reso unico, nel circondario e non solo, il nostro paese e la nostra opera. Con il proposito di continuare su questa strada e cercando di perseguire nuovi e importanti obiettivi, si è ritenuto con convinzione portare avanti, attraverso la collaborazione della dottoressa Margaret Caddeo, la realizzazione di un libro che racconti, attraverso le parole di quindici dei nostri cittadini, il passato, il modo di vivere, il lavoro, le usanze, ma anche le sofferenze e le aspettative dei nostri progenitori.

Il libro intende essere un primo passo nella stesura di ulteriori lavori che coinvolgano altri anziani, un documento importante quale ulteriore tassello che focalizza l'attenzione sulla salvaguardia del patrimonio culturale e storico di San Nicolò, valoriz­zando le esperienze e i luoghi, fondamenta della nostra memoria identitaria.

Ricordare il passato è un atto importante, sempre e per tutti; raccontare per raccontarsi, rinnovando la speranza di cambiamen­ti possibili nella dimensione umana e nel sociale, specialmente quando si tratta della realtà di appartenenza, nella quale ci si identifica, l'espressione antropica e territoriale del proprio mon­do, in queste pagine attentamente osservato, studiato e ricercato per conservare radici e appartenenza da consegnare al futuro. Ritengo che la testimonianza diretta di un'epoca trascorsa sia un importante momento di conoscenza per le nuove generazioni, perché possano apprezzare il passato, ma anche usare nuove chiavi di lettura del presente e per il futuro. Il sacrificio e la fatica dei nostri antenati per offrirci un mondo migliore, una maggiore stabilità economica e sociale, rappresentano una ric­chezza di esperienze che forgiano l'uomo e, assieme ad esso, la sua comunità.

Auspichiamo vivamente che il volume sia di vostro gradimen­to e contribuisca a risaltare quello spirito di appartenenza alla comunità con i suoi usi e costumi, e ai nostri anziani, ai quali dobbiamo essere eternamente grati per la realtà sociale e lavo­rativa che hanno saputo costruire, per i loro racconti, preziosi e potenziali strumenti formativi.

A nome dell'intera Comunità ringraziamo la Dottoressa Caddeo per l'importante lavoro svolto e le cittadine e i cittadini che han­no collaborato con noi per il raggiungimento di questo nuovo importante obiettivo.

Il Sindaco — Emanuele CERA

L'Assessore alla Cultura — Tamara PUSCEDDU

Introduzione

Raccogliere e documentare le storie individuali di una specifica generazione significa entrare in un preciso tempo della storia del luogo.
La gente e il suo luogo, la storia e il territorio, l'identità e la memoria, binomi dove al centro vi sono sempre uomini e donne e la loro esistenza che diviene dato essenziale ai fine dell'analisi storica e antropologica.
È stretta la connessione tra l'uomo e le caratteristiche del luogo che abita, l'uno dipende dall'altro secondo processi lunghi ed equilibri sempre in evoluzione. Secondo Eugenio Turri1, mentre il territorio è il risultato dell'operare fisico dell'uomo, il paesaggio è la rappresentazione, la proiezione visiva o la corrispondente proiezione mentale e sentimentale del territorio.
Al paesaggio viene attribuito un valore di riferimento identitario per la popolazione che vi si rapporta2.
A San Nicolò d'Arcidano il paesaggio rappresentativo è distesa di vigneto, a esso e, in secondo luogo, alla campagna del grano, sono legati i racconti dei quattordici protagonisti di questo libro, uomini e donne nati tra il 1920 e il 1932, testimoni di pregio di quella che è stata la vera società agropastorale sarda.
 
Le biografie che seguono conducono in una  Sardegna con lineamenti culturali chiari, quando si era ancora lontani dai processi socio-economici che avrebbero sbiadito i contenuti e smussato i contorni del patrimonio identitario. Nella San Nicolò d'Arcidano di ottant'anni fa si viveva dell'essenziale, i piedi erano abituati all'erba e ai sassi, il pudore era forte quanto gli sguardi, la parola era d'onore e l'amicizia una promessa. Si conosceva la fame e la paura della guerra. La precarietà era certa così come la dignità. Si conosceva il desiderio, il tempo e l'attesa. Il sapore degli alimenti, il profumo della legna che bruciava nel forno del pane, l'allegria di momenti semplici. La fierezza sapeva di vino buono, giunco raccolto e buona lievitazione del pane. Si conosceva il buio della galleria di miniera e il colore dell'uva pronta alla vendemmia. La prima lingua appresa era il sardo. Una famiglia non aveva quasi mai meno di quattro figli. Il corpo era forte, lo spirito altrettanto. 

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